Quanto costa la psicoterapia e perché lo psicologo si paga? Scopriamo insieme cosa determina davvero il prezzo delle sedute e perché il compenso professionale è un elemento chiave per il valore e l'efficacia del tuo percorso.
Non esiste una tariffa fissa universale. Il prezzo di una seduta può variare sensibilmente (generalmente tra i 50€ e i 120€) in base a diversi parametri:
Esperienza, competenza e specializzazioni del terapeuta;
Tipo di intervento (es. EMDR, tecniche CBT specifiche, terapia di coppia…);
Tipologia di territorio e di utenza (es. studio in centro città piuttosto che in provincia);
Durata del percorso.
Un ultimo parametro fondamentale è il contratto terapeutico, cioè l’accordo tra paziente e terapeuta. Tra le altre cose, questo contratto stipula il prezzo delle sedute, andando a volte incontro alle esigenze di entrambe le parti con eventuali soluzioni (es. il paziente riduce la cadenza da una volta a settimana a una volta ogni due settimane).
Prima di addentrarci nel rapporto tra psicoterapia e compenso, proviamo a rispondere a chi, paragonando la psicoterapia a un dialogo con un amico, si chiede: perché la psicoterapia si paga se è solo parlare? Non dovrebbe essere gratuita?
È utile, innanzitutto, fare un focus sulla psicoterapia in Italia. Gli Stati Uniti sono il paese che più ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione della psicoterapia che, sebbene nasca in Europa con Freud, si è poi enormemente sviluppata in America. Oggi la maggior parte dei modelli di psicoterapia che si apprendono in Italia e nel mondo è di origine statunitense.
Tuttavia, ci sono importanti differenze di contesto: negli Stati Uniti, per lo più, le sedute sono pagate dalle polizze assicurative che le persone stipulano per tutti gli interventi sanitari mentre in Italia, dove il welfare e la sanità funzionano diversamente, il paziente paga privatamente le sedute oppure si rivolge al servizio pubblico.
Il servizio pubblico in Italia ha delle tempistiche di solito lunghe e spesso capita che un problema psicologico emergente possa venire affrontato solo mesi dopo, quando la situazione si è ormai compromessa o risolta. Di conseguenza, la maggior parte dell’utenza in Italia viene presa in carico privatamente.
L’influenza “americana” della psicoterapia si scontra con la situazione del welfare italiano, in particolar modo in questo periodo storico di crisi dove le risorse della sanità sono ridotte e la tendenza è quella di risparmiare piuttosto che investire. Nel 2025, il definanziamento stimato del Sistema Sanitario Nazionale è stato di 5 miliardi (Analisi GIMBE).
Non pochi modelli psicoterapeutici rimangono ancorati alle loro origini, in un mondo che però avanza e dove le terapie lunghe, ad esempio, sono sempre più insostenibili (sia nel contesto italiano che in quello americano) a favore di quelle a breve termine e immediate. Semplificando, la psicoterapia è un impegno economico non indifferente, reso ancora più gravoso dalla crisi dei giorni nostri e dalle caratteristiche del welfare italiano.
Non stupisce, d’altra parte, il successo dei portali di psicologia online, che sponsorizzano in modo efficace una psicoterapia a basso costo e immediata. Tutto ciò richiede probabilmente, da un lato, una riflessione da parte dei modelli psicoterapeutici esistenti e, dall’altro, la speranza di un aumento della spesa pubblica per la salute mentale, in modo da ridurre le liste d’attesa e prendere in carico più persone in modo efficace.
Tornando al tema principale, il percorso con uno psicologo prevede un compenso orario. La maggior parte della letteratura giustifica il costo della psicoterapia sulla base del lungo percorso che i terapeuti affrontano per arrivare alla professione e dei costi che sostengono (come l’affitto dello studio, la formazione continua, la gestione finanziaria…).
Questo è assolutamente vero: non si diventa terapeuti facilmente e tutta l’esperienza e le competenze che il terapeuta acquisisce “si pagano”. Sarebbe come pretendere di non pagare, o di pagare poco, un consulente altamente specializzato.
Inoltre, la psicoterapia è, nella sua sfumatura ideale, un lungo percorso: se ci sono voluti anni per sviluppare e consolidare un comportamento disfunzionale, il tempo per riportare l’organismo a un equilibrio non è sempre breve e, ovviamente, la durata influisce sul costo totale. La psicoterapia non può essere paragonata al parlare con un amico e non può essere fatta da chiunque.
Il percorso decennale che porta lo studente di psicologia a diventare psicoterapeuta è un processo di selezione continua, non legato al solo rendimento ma anche alla capacità della persona di entrare in una relazione clinica. Il terapeuta deve essere in grado di sostenere il paziente e non “crollare” di fronte a rivelazioni o dinamiche molto forti.
Uno degli elementi fondamentali che sta dietro al compenso, di cui spesso non si parla, è il valore del rapporto. Non stupisce che le terapie economiche abbiano talvolta un tasso più alto di abbandono: questo accade perché il paziente e/o il terapeuta non danno il giusto valore al percorso.
La psicoterapia è anche un investimento e quanto più si investe in un'attività, tanto maggiore è l’importanza che le viene data. Spesso l’assenza di un compenso (come nel contesto pubblico) porta a una svalutazione della terapia stessa. In secondo luogo, il valore riguarda l’importanza che la persona dà alla salute mentale nella propria vita e quanto questa venga considerata una priorità rispetto ad altre spese (es. beni materiali, cene, vacanze, ecc.).
Analizzando un altro punto di vista sul costo, la psicoterapia non funziona come una visita unica da un medico specialista, da cui ci si reca 1-2 volte. In termini di “peso” sul welfare, il costo di visite ed esami prescritti da un medico è spesso più alto di quello di dieci sedute di psicoterapia, ma le prescrizioni farmacologiche e le visite mediche per trattare la sofferenza psichica (ad esempio l’ansia) sono culturalmente più accettate e tollerate rispetto alla psicoterapia, indipendentemente dal costo effettivo.
In tutti i casi, la psicoterapia è un percorso di investimento su sé stessi e i soldi spesi per il proprio benessere non saranno mai soldi persi.
Mi chiamo Paolo Nosenzo e sono uno psicologo e psicoterapeuta.
Se hai bisogno di aiuto o se hai domande o dubbi, contattami al 3715312587 oppure manda una email a paolonosenzopsi@gmail.com
Blog Inverno 2026 - Pubblicato il 9 Febbraio 2026